C’è una cosa che chi sale a bordo per la prima volta capisce quasi subito: il Salento che si vede dalla barca non è lo stesso Salento che si vede dalla riva. Le grotte, soprattutto, cambiano completamente. Viste dal sentiero costiero sembrano belle ma distanti. Dal mare, con la prua che si avvicina lentamente all’imbocco, diventano qualcosa di diverso — qualcosa che è difficile spiegare a chi non c’è stato.
Noi usciamo da Castro Marina quasi ogni mattina d’estate. Sappiamo come cambia la luce sulla Grotta Azzurra tra le nove e le undici. Sappiamo quando conviene avvicinarsi alla Palombara e quando è meglio aspettare che il sole si sposti. Sappiamo quale sosta vale di più su una rotta da tre ore e quale aggiunge qualcosa su quella da cinque.
Questa guida viene da lì. Dalla nostra esperienza e conoscenza.
Quante grotte ci sono nel Salento e dove si trovano
Il Salento è calcare. Secoli di erosione marina hanno scavato una costa piena di anfratti, archi e cavità. Alcune grandi, alcune piccole, alcune accessibili solo in kayak o solo con la luce giusta. Il tratto più ricco è quello tra Castro Marina e Santa Cesarea Terme — pochi chilometri di roccia lavorata dall’acqua in modo che non si trova uguale altrove in Puglia. È la rotta che percorriamo ogni stagione, ed è il posto giusto per capire cosa significhi davvero “grotte del Salento”.
Le grotte che si vedono nelle nostre escursioni
Grotta Palombara
Meno conosciuta della Zinzulusa, ma spesso quella che i passeggeri ricordano di più. Si trova poco a nord, accessibile praticamente solo dal mare. L’apertura è bassa, l’acqua all’interno è ferma e trasparente. In certe ore della mattina, con la luce che entra in modo obliquo, i colori sono difficili da descrivere. È una di quelle soste che non ci si aspetta e che poi si racconta.
Grotta Azzurra
È la prima che si incontra uscendo dal porto di Castro Marina. La luce entra dall’apertura sottomarina e si riflette sulle pareti creando una luminescenza blu che, la prima volta, sembra quasi esagerata. Nelle escursioni mattutine è quasi sempre la prima sosta — e già lì si capisce che la giornata sarà una di quelle.
Grotta Romanelli
Una cavità preistorica, diversa dalle altre per storia oltre che per aspetto. È uno dei siti paleolitici più importanti d’Italia — le sue pareti conservano incisioni rupestri risalenti a decine di migliaia di anni fa. Dal mare si vede l’apertura nella roccia; quello che contiene dentro è un altro capitolo.
Grotta della Strega
Il nome fa il suo lavoro. È una delle grotte meno documentate della costa, con un’apertura che in certi giochi di luce giustifica pienamente quello che qualcuno ha deciso di chiamarla.
Grotta Zinzulusa
La più famosa della costa. Il nome in dialetto salentino significa “piena di stracci” — viene dalle stalattiti che pendono dall’interno come panni appesi, visibili già dall’imbocco. Dal mare, l’apertura ha una presenza quasi solenne: grande, scura, con i riflessi che cambiano a seconda di dove si posiziona la barca.
Una cosa importante da sapere: nelle nostre escursioni si vede la Zinzulusa dall’esterno, dal mare. Ci si avvicina fino all’imbocco, si entra con la barca dove l’acqua lo permette — ed è già un’esperienza che in pochi hanno fatto. La visita all’interno, con le stalattiti, il piccolo lago sotterraneo e i reperti fossili, avviene via terra ed è gestita separatamente. Se siete in zona e avete tempo, vale la pena fare entrambe le cose.
Le grotte sulfuree di Santa Cesarea Terme
Santa Cesarea Terme è famosa per le acque termali. Meno noto è che una parte di questo sistema sotterraneo si apre direttamente sul mare, con grotte da cui fuoriesce acqua sulfurea. Non sono balneabili, ma l’effetto — soprattutto nelle mattine più fresche, quando il vapore è ancora visibile — è una di quelle cose che rimangono in mente. In certi giorni si sente l’odore di zolfo che sale dall’acqua prima ancora di arrivarci. È strano, è bello, è il Salento.
Dal mare o via terra?
Dipende da cosa si cerca. La visita via terra alla Zinzulusa è l’unico modo per vedere l’interno — le concrezioni calcaree, il lago sotterraneo, l’ecosistema che si è sviluppato nell’oscurità. È una visita organizzata, con guide e biglietto d’ingresso, e vale la pena.
La visita dal mare è qualcosa di completamente diverso. Non si entra nelle grotte — o si entra solo fino dove la barca arriva — ma si vede la costa nel suo insieme. Si capisce come sono fatte queste rocce. Si ha accesso a posti che da terra non esistono. E si nuota in un mare che, in certi tratti tra Castro e Santa Cesarea, è difficile trovare altrove.
Se avete tempo, fate entrambe le cose. Visita a terra alla Zinzulusa al mattino presto, quando c’è meno gente. Escursione in barca nel pomeriggio, o il giorno dopo.
Le nostre escursioni alle grotte del Salento
Partiamo da Castro Marina. Le escursioni da tre ore coprono il tratto fino alla Baia dei Cento Gradini, con soste alle grotte principali e una sosta bagno. Quelle da cinque ore arrivano fino a Santa Cesarea Terme — il giovedì c’è il tour che si spinge fino al Faro di Punta Palascia, il punto più orientale d’Italia, con bevande e stuzzichini inclusi a 48€ fuori stagione, 60€ in luglio e agosto.
Per chi vuole una giornata intera in mare, c’è il tour da sette ore con pranzo a bordo — parmigiana, friselle, sottoli, frutta — su prenotazione con un minimo di sei persone. Il prezzo varia a seconda della stagione.
Per orari, disponibilità e prenotazioni potete contattarci direttamente.
Quando visitare le grotte del Salento
Da giugno a settembre. Le escursioni mattutine — quelle che partono tra le nove e le dieci — hanno la luce migliore per la Grotta Azzurra e la Palombara. In luglio e agosto il mare è quasi sempre piatto al mattino, ma c’è più gente. A giugno e settembre si naviga meglio, si spende meno, e la costa è la stessa.
Se avete flessibilità nelle date, quelli sono i mesi migliori in assoluto.


