Santa Cesarea Terme ha una strada principale che corre lungo la costa. Ci sono bar, hotel, le terme, qualche negozio. D’estate è piena di gente. È un posto piacevole, con quella patina di eleganza un po’ stanca che hanno i luoghi termali italiani — il tipo di bellezza che richiede un certo sguardo per essere visto.
Dal mare è un posto completamente diverso.
Non è un’esagerazione turistica — è una questione di geometria. La strada principale di Santa Cesarea corre sopra la costa, non sul mare. Le ville liberty si affacciano sull’acqua ma si raggiungono dalla terraferma. Le grotte sulfuree si aprono sulla scogliera e non hanno accesso pedonale. C’è un’intera facciata di questo posto che dalla strada non esiste, e che dal mare è la parte più bella.
Noi ci arriviamo navigando da Castro Marina. Questo è quello che si trova.
Una costa costruita su due tempi
Santa Cesarea Terme ha due strati storici sovrapposti che dal mare diventano leggibili in modo inaspettato.
Il primo è geologico: la costa calcarea, le grotte sulfuree, le sorgenti termali che emergono direttamente dagli scogli. È una geografia antica, formata da processi che hanno impiegato milioni di anni e che ancora oggi producono acqua calda e ricca di zolfo a pochi metri dalla superficie del mare.
Il secondo è architettonico: le ville liberty costruite tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento dalle famiglie benestanti che venivano qui per le cure termali. Ville con torrette moresche, logge, decorazioni che mescolano influenze nordafricane con l’eclettismo europeo di fine secolo. Da terra si vedono una alla volta, percorrendo la strada. Dal mare si vedono tutte insieme, come un fondale teatrale che non ci si aspetta in un posto così piccolo.
Questi due strati — la geologia antica e l’architettura liberty — si incontrano esattamente sulla linea di costa. Ed è quella linea che la barca percorre.
Villa Sticchi e le ville sul mare: la prospettiva che nessuna fotografia rende
Villa Sticchi è la più conosciuta, la più fotografata, quella che compare su tutte le guide. Ha torri moresche, una posizione direttamente sul mare, una storia che intreccia famiglie nobiliari, cure termali e quella particolare idea di lusso balneare che esisteva tra Ottocento e Novecento.
Dal mare, Villa Sticchi non è solo bella — è contestualizzata. Si capisce perché è lì, come si relaziona alla costa, cosa doveva comunicare a chi arrivava dal mare in quegli anni. Le torri si riflettono nell’acqua nei giorni di calma piatta. La roccia su cui è costruita scende direttamente nell’Adriatico senza spiaggia, senza gradini, senza mediazione.
Accanto a lei, le altre ville — Villa Rosa, Villa Bella, costruzioni di minore notorietà ma uguale bizzarria architettonica — formano una sequenza che dall’acqua ha senso come non ha mai dalla strada. È una delle cose che quasi tutti a bordo fotografano, anche quelli che all’imbarco dicevano di non essere interessati all’architettura.
Le grotte sulfuree: un paesaggio che appartiene a un altro tempo
Sotto le ville, a livello del mare, si aprono le grotte sulfuree. Sono cavità naturali da cui fuoriesce acqua calda satura di zolfo — l’estensione marina dello stesso sistema idrotermale che alimenta gli stabilimenti termali soprastanti.
Non sono balneabili. L’acqua è troppo calda in certi punti, il fondale non è adatto, e comunque l’odore di zolfo che permea l’aria nelle vicinanze è abbastanza intenso da scoraggiare anche i più temerari. Ma non è quello il punto.
Il punto è avvicinarsi con la barca, sentire il cambio di temperatura dell’aria, vedere il vapore che in certi giorni — soprattutto nelle mattine più fresche — sale visibilmente dalle aperture nella roccia. È il tipo di paesaggio che fa capire che sotto questa costa succede qualcosa, che il terreno non è inerte, che c’è una geologia viva che lavora nell’oscurità.
In certi momenti, con la barca ferma davanti a quelle aperture fumanti e le ville liberty sopra e il mare aperto davanti, Santa Cesarea sembra appartenere a un tempo diverso da quello in cui si vive. È una sensazione strana, difficile da descrivere, e per questo vale la pena andarci.
Il mare di Santa Cesarea: cosa aspettarsi durante la sosta bagno
Nelle escursioni che arrivano fino a Santa Cesarea c’è almeno una sosta bagno prima di rientrare. L’acqua in questo tratto di costa è tra le più trasparenti del Salento adriatico — il fondale roccioso, l’assenza di spiagge sabbiose e la profondità relativamente elevata vicino alla riva la mantengono pulita anche nei mesi di punta.
È un mare aperto, non riparato come la Baia dei Cento Gradini a Porto Miggiano. Chi nuota bene lo apprezzerà — c’è spazio, c’è profondità, c’è quella sensazione di vastità che il mare aperto dà e che le calette riparate non possono dare. Chi è meno sicuro in acqua può comunque godersi la sosta restando vicino alla barca.
Come arrivare a Santa Cesarea Terme dal mare con Minerva Tour
Santa Cesarea Terme è sulla rotta di tutte le escursioni di Minerva Tour dal tour da 2 ore in su. Già nel tour più breve che include una sosta — due ore — si naviga lungo il litorale di Santa Cesarea, si passano le grotte sulfuree, si vede il Palazzo Sticchi dal mare.
Nel tour da 3 ore i tempi si allungano: si parte dalle grotte di Castro, si fa il bagno a Porto Miggiano, si naviga con calma lungo il litorale di Santa Cesarea e si arriva fino alla Baia della Nuvara. Aperitivo a bordo e due soste bagno inclusi.
Per chi vuole spingersi oltre, il tour da 5 ore prosegue fino al Faro di Punta Palascia — passando per la Baia della Nuvara, Torre Minervino, Porto Badisco e l’Isolotto di S. Emiliano. Tre soste bagno e aperitivo. Parte al raggiungimento del numero minimo di passeggeri.
Tutte le partenze sono da Castro Marina. Per disponibilità e prenotazioni contattateci direttamente.

Santa Cesarea Terme via terra: cosa fare prima o dopo l’escursione
Chi arriva a Santa Cesarea in barca e vuole prolungare la visita a terra ha qualche opzione concreta. Le terme sono aperte ai visitatori anche senza prenotazione per alcune tipologie di trattamento — vale la pena controllare gli orari in anticipo, specialmente in alta stagione.
Il lungomare di Santa Cesarea nel tardo pomeriggio, quando il caldo si attenua, è uno di quei posti dove il tempo rallenta senza che nessuno lo abbia deciso. I bar hanno i tavolini sul mare, le ville proiettano ombre lunghe sulla strada, la gente passeggia con quella lentezza specifica delle città termali italiane che sanno ancora come si fa.
È un buon modo per chiudere una giornata che ha iniziato sul mare.

